Il confronto giudiziario tra Donald Trump e la BBC entrerà nel vivo all’inizio del 2027. Un tribunale federale statunitense ha respinto il tentativo dell’emittente britannica di chiudere anticipatamente la causa per diffamazione intentata dall’ex presidente, fissando l’apertura del procedimento per febbraio 2027. In gioco c’è una richiesta di risarcimento pari a 10 miliardi di dollari.
Al centro della disputa vi è un estratto del discorso pronunciato da Trump il 6 gennaio 2021, poco prima dei fatti avvenuti al Campidoglio di Washington. Il passaggio è stato utilizzato in un documentario della BBC andato in onda in prossimità delle elezioni presidenziali statunitensi del 2024. Secondo i legali di Trump, il montaggio avrebbe accostato frasi pronunciate in momenti differenti, alterandone il significato complessivo e facendo apparire il messaggio più vicino a un’esortazione alla violenza rispetto all’intento originario.
Il nodo del montaggio
🚨 ULTIM’ORA: la causa per diffamazione da 10 miliardi di dollari intentata da Donald Trump contro la BBC inizierà ufficialmente a febbraio 2027 — dopo che un giudice ha respinto la richiesta della BBC di archiviare il caso. pic.twitter.com/9eGyIJ3wG5
— Info Flash (@infoflash_it) February 14, 2026
La contestazione riguarda la selezione e l’assemblaggio di due parti del discorso. Nella versione trasmessa, secondo l’accusa, la sequenza delle frasi avrebbe suggerito un collegamento diretto con gli eventi successivi. I sostenitori dell’ex presidente evidenziano invece che nel testo integrale erano presenti richiami a una protesta “pacifica e patriottica”, elementi che — a loro dire — avrebbero modificato la percezione complessiva del messaggio se inclusi in modo più esteso.
La domanda giuridica sarà stabilire se l’operazione rientri nella normale sintesi editoriale o se configuri una rappresentazione distorta idonea a danneggiare reputazione e immagine pubblica. La richiesta economica avanzata dall’ex presidente è suddivisa tra presunti danni per diffamazione e ulteriori rivendicazioni legate alla diffusione del contenuto.
Il giudice respinge l’archiviazione
La BBC aveva presentato un’istanza per bloccare il procedimento in fase preliminare, sostenendo l’assenza dei presupposti necessari per un processo. Il giudice federale ha però ritenuto che vi siano questioni sostanziali da esaminare in aula, consentendo così alla causa di proseguire.
Si tratta di un passaggio procedurale rilevante: la controversia verrà ora analizzata nel merito, con la possibilità che una giuria valuti contenuti, contesto e modalità di diffusione del servizio televisivo.
Le reazioni e le ricadute interne
Nel corso delle polemiche, l’emittente britannica ha riconosciuto che il montaggio poteva generare un’impressione fuorviante, pur respingendo l’idea che vi siano gli estremi giuridici della diffamazione. La vicenda ha avuto anche conseguenze sul piano interno, alimentando un dibattito sulla gestione editoriale e sugli standard applicati nella realizzazione del documentario.
Un precedente potenzialmente significativo
Il caso si inserisce in una serie di iniziative legali avviate negli ultimi anni da Trump contro testate e gruppi mediatici, accusati di aver diffuso contenuti ritenuti lesivi della sua immagine. La causa contro la BBC assume però un rilievo particolare per l’entità della somma richiesta e per il peso internazionale dell’emittente coinvolta.
Se il tribunale dovesse riconoscere che il montaggio ha superato i limiti della legittima sintesi giornalistica, la decisione potrebbe incidere sulle prassi editoriali future, soprattutto nella gestione di dichiarazioni politiche in contesti sensibili o in prossimità di appuntamenti elettorali.
L’udienza prevista per febbraio 2027 segnerà dunque un passaggio chiave in un confronto che tocca temi centrali: libertà di stampa, responsabilità dell’informazione e tutela della reputazione pubblica.